Ho lasciato la città da più di mezz’ora al volante della mia auto, la litoranea è quasi deserta ed io sono quasi ubriaca, o forse dovrei dire che non ho mai smesso di esserlo, visto che vengo direttamente da un festino della notte precedente. I braccialetti che indosso tintennano al ritmo delle canzonette che la radio trasmette sullo strascico dell’estate appena passata, una bottiglia vuota di Martini rotola sul tappetino del posto passeggero, mentre io sorseggio l’ultimo bicchiere. Ormai sono diventata brava… con una mano sorreggo il bicchiere a Y, con l’altra guido, cambio le marce, rispondo al telefono, mando messaggini e mi verso da bere. Stringo gli occhi e vedo finalmente il cartello COMMENDA, che si fa largo nella mia vista annebbiata. Accosto, apro lo sportello e… sbocco anche l’anima. Cerco di riprendermi un attimo, mi aggiusto un pochetto. L’elegante vestito di raso nero è ancora sano per fortuna, mi do una sistemata al capelli, una ripassatina al trucco, tiro su la bretellina della spalla sinistra e sono pronta… apro il cofano dell’auto prendo un’altra bottiglia di Martini dalla cassa da sei e la metto in borsa, prendo il piccolo registratore portatile e mi incammino.
